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Iter Vitis, le vie del bello e del buono

di Paolo Benvenuti già Presidente Iter Vitis

«I popoli del Mediterraneo cominciarono ad emergere dalle barbarie

quando impararono a coltivare la vite». 
                                                                                                                                                 Tucidide V sec. a. C.

Il Consiglio d’Europa ha riconosciuto l’Itinerario Culturale Europeo “Iter Vitis - Le Chemins de la Vigne”.
L’idea nata da una felice intuizione di Gori Sparacino e tradotta in progetto all’Associazione Internazionale Iter Vitis, costituita nell’aprile del 2007 e con sede a Sambuca di Sicilia, in Palazzo Panitteri, è stata sostenuta dalla Strada del Vino Terre Sicane, dall’Associazione Nazionale Città del Vino e quattro GAL, due italiani (Terre del Gattopardo in Sicilia e Kroton in Calabria) e due francesi (Midi Pyrènnèes Mediterranée e Pays Vignoble Gaillacois et Val Dadou) sulla base di finanziamenti previsti nelle misure del Programma Europeo Leader.


Cronologicamente è il 25° Itinerario Culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa, dopo, per citarne alcuni famosi, la Via Francigena, il Cammino di Santiago di Compostela, la Rotta dei Fenici, ma è del tutto verosimile che nel giro di qualche anno possa diventare il fil rouge più importante ed apprezzato d’Europa che lega la produzione vitivinicola ai segni, materiali e immateriali, ai paesaggi che la natura e l’uomo, la sua cultura della vite e del vino, hanno lasciato ovunque.

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