Via Cassia

La grande via che collegava Roma alla Liguria, attraverso l’Etruria interna, offre al visitatore la possibilità di un compiere un viaggio nel tempo, dalla Roma repubblicana ed imperiale alla Toscana medievale e rinascimentale, attraversando zone di rinomata tradizione vitivinicola come il Lago di Bolsena con Montefiascone, la Val d’Orcia, il Chianti e le colline della Maremma Grossetana.

La prima parte del percorso, che iniziava dalla Porta Fontanalis delle Mura Serviane, era comune con la via Flaminia, da cui si separa dopo Ponte Milvio, e con la via Clodia, da cui si separava invece al IX miglio, all’altezza dall’attuale “La Storta”. All’inizio della via, verso il decimo chilometro, si trova la Tomba di Nerone, così chiamata nonostante il sarcofago sul ciglio della strada contenga in realtà i resti di Publio Vibio Mariano. Uscita da Roma la Cassia attraversava il territorio di Veio e quello di Sutri e Forum Cassi (oggi Vetralla). Per poi proseguire nella Tuscia toccando il Castrum Viterbii (Viterbo), il lago di Bolsena, la cittadina etrusca di Velzna (la romana Volsinii Novi), Clusium (Chiusi), Cortona e Arretium (Arezzo).

Ad un primo prolungamento, che verso la fine del II secolo a.C. la portò fino a Florentia (Firenze), ne seguì un altro che, passando per Pistoria (Pistoia) e Luca (Lucca), che, valicando il Monte Magno per raggiungere prima Campus Maior (Camaiore) poi Pietrasanta, proseguiva fino alla città di Luni dove la Cassia si ricongiungeva con l’Aurelia.

via Cassia

A partire dal 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, il percorso coincise con un tratto della Via Francigena, essendo particolarmente usato dai pellegrini che si recavano a Roma. In epoca medievale le spartizioni di territorio toscano tra Bizantini, Longobardi e Franchi unitamente all’impaludamento della Valdichiana modificarono il tratto dopo il lago di Bolsena deviandolo verso Radicofani, San Quirico d’Orcia, Siena, Monteriggioni, Poggibonsi e San Gimignano.

Oltrepassata Buonconvento, poco dopo Torrenieri, quando la Cassia si affaccia sul paesaggio inconfondibile della Val d’Orcia, nei pressi di San Quirico, lo sguardo non mancherà di catturare lo scorcio forse più noto che identifica il paesaggio toscano caratterizzato dal gruppo di cipressi che emerge dalle terre ondulate.
Comincia qui il tratto più spettacolare della via Cassia che – passando tra Montalcino e Pienza, nei luoghi dei vini più rinomati – raggiunge il borgo di Bagno Vignoni, con la sua magnifica piazza d’acqua.
Inizia qui anche un viaggio virtuale che ha come filo conduttore l’acqua. Dal parco dei Mulini di San Quirico e le acque termali di Bagno Vignoni si prosegue alle falde dell’Amiata (antico vulcano) fino a Bagni San Filippo, altro borgo termale dove l’acqua sgorga dalle vene della terra a circa 50 gradi.