Magon: dodici itinerari mediterranei tra la Sicilia e la Tunisia

Progetti speciali di Iter Vitis: Magon

Da Selinunte – dicevano gli Antichi – bastano due giorni e una notte di navigazione per raggiungere l’Africa: remota Pantelleria, più vicina a Cap Bon che a Mazara, e ben più a Sud delle propaggini settentrionali della Tunisia, alla latitudine di Cartagine. Qui i due ventricoli del Mediterraneo – Jonio ed Egeo a est, Tirreno a ovest – si stringono e s’abbracciano, il canale di Sicilia come una grande Aorta che muove acque e genti in gran copia fin dal tempo dei tempi.
Qui sorse Cartagine, incendiando il Mediterraneo con la luce della sua potenza e con il furore delle sue armate e delle sue flotte, della cui superbia Roma si vendicò cancellandola.

Ma i Puni lasciarono un’eredità che superò anche l’acribia dei vincitori: il trattato di agronomia in 28 volumi scritto da Magone fu presto tradotto in greco e latino, e divenne il riferimento per tutto il mondo classico. 
Non secondario lo spazio in esso dedicato alla coltivazione della vite e alla vinificazione per il suo valore simbolico e quotidiano, icona del rapporto tra l’uomo e la terra, che nel corso dei secoli diverrà esso stesso una forma di cultura oltre che una coltura: e la somiglianza tra le due parole, come sempre nel linguaggio, non è un caso ma una testimonianza.
Con il Progetto Magon, i viaggiatori sono accompagnati in 12 itinerari tra le due sponde del Mediterraneo: il vino non è pretesto ma filo conduttore delle storie che congiungono i luoghi, in un matrimonio che va oltre il tempo.

Iter Vitis - Magon

Le chemin de la vigne méditerranéenne sur le traces de Magon entre la Sicile et la Tunisie” è anche un progetto cofinanziato nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Tunisia 2007-2013 che prevede la realizzazione di un circuito turistico-culturale transfrontaliero basato sulla valorizzazione combinata del patrimonio archeologico, della cultura del vino e delle tradizioni enogastronomiche mediterranee.
Un circuito intitolato all’agronomo cartaginese Magon, il grande studioso che dedicò la propria vita a raccogliere e sistematizzare, utilizzando un approccio scientifico, i saperi agronomici dell’antichità che sono ancora oggi alla base della moderna scienza agraria.

Il senso dell’itinerario è quello di promuovere la cultura del vino come radice comune dell’identità dei popoli che abitano le due sponde del Mediterraneo, espressione di un’esperienza millenaria che risale al mondo classico greco e punico, e si realizza attraverso la promozione congiunta di territori di antica tradizione viti-vinicola. Luoghi unici e irripetibili, in cui il saper fare dei vignaioli ha plasmato l’aspetto dei luoghi e l’orizzonte culturale delle civiltà.

Iter Vitis Magon

Questa è dunque la chiave che consente di aprire le porte della conoscenza non solo sui paesaggi agrari e sul sapere tecnico-scientifico legato alla viticoltura, ma anche sui paesaggi culturali comuni alla Sicilia e alla Tunisia, dove siti archeologici e museali di rara bellezza testimoniano ancora oggi la rilevanza della cultura del vino nella vita delle popolazioni che per secoli hanno abitato la frontiera tra Selinunte e Cartagine, intessendo una fitta e feconda rete di rapporti commerciali, culturali e religiosi prima di essere inglobati nello spazio comune dell’Impero di Roma.


Per saperne di più, visita il sito www.itervitis-magon.eu